Biblioteca comunale di Lavis 1970-2009

La biblioteca comunale di Lavis è stata inaugurata il 22 novembre 1970. La sua apertura era stata fermamente voluta dall’allora assessore provinciale Guido Lorenzi che, con un programma lungimirante, aveva previsto un decentramento delle biblioteche con lo scopo di dotare anche i centri minori di questo servizio per diffondere la lettura in modo capillare sul territorio.

Le biblioteche dovevano presentarsi con scaffali aperti, facilmente consultabili dal lettore. Cambiavano pertanto sia la concezione della biblioteca, che doveva diventare un centro di richiamo per letture, discussioni, ascolto di musica, ecc., sia la concezione del bibliotecario, visto non solo come esperto culturale, ma anche come animatore. L’amministrazione di Lavis, retta allora da Catullo Battisti, fece i passi necessari per rientrare nel grande programma di sviluppo della rete di biblioteche. Il 20 novembre 1969, con la delibera n. 52 del Consiglio Comunale, venne istituita la biblioteca comunale e varato il primo regolamento, composto di sette articoli. Già con questo regolamento si davano le indicazioni sulla gestione della struttura e sul personale. Inoltre si ufficializzava un comitato di gestione denominato consiglio di biblioteca. La Provincia inizialmente forniva un fondo standard di libri che erano direttamente acquistati e catalogati dagli uffici provinciali dove era stato creato un centro di collegamento (Centro Biblioteconomico) che prestava assistenza tecnica alle strutture locali. In seguito i libri vennero acquistati su proposta del Consiglio di Biblioteca. Il piano provinciale per il sistema di biblioteche prevedeva la creazione di 34 biblioteche sul territorio. Nel 1970, insieme a Lavis, vennero aperte le sedi di Tione, Predazzo, Cavedine, Cembra e Borgo Valsugana. L’inaugurazione avvenne in maniera ufficiale, alla presenza del sindaco, del vicesindaco, del dott. Guido Lorenzi, della direttrice della Biblioteca Comunale di Trento, del bibliotecario e delle autorità religiose. La sede era ubicata al secondo piano del municipio. Gli uffici comunali a quel tempo occupavano solo il primo piano dell’edificio, al secondo c’era l’abitazione del vigile-messo e alcuni locali non utilizzati che furono giudicati idonei per ospitare il nuovo servizio. La biblioteca consisteva di due stanzette comunicanti, nelle quali si trovò spazio per 40 posti a sedere. La dotazione libraria contava inizialmente 500 volumi, c’erano abbonamenti a cinque riviste e due quotidiani. La popolazione accolse il nuovo servizio con entusiasmo, soprattutto i ragazzi, che svolgevano in biblioteca i compiti e cercavano materiale per le ricerche. Presso la biblioteca funzionava anche un servizio di novità offerto da un fondo di libri circolante gestito direttamente dal Centro Biblioteconomico, che raccoglieva le richieste di aggiornamento provenienti dalle varie biblioteche e con un bibliobus riforniva le biblioteche con libri nuovi e ritirava quelli poco richiesti. Nel 1973 i volumi erano circa un migliaio. Ci furono anche donazioni da parte del Gruppo Culturale Amici dell’Arte di Lavis guidato da Giuseppe Varner (donò 400.000 lire per l’incremento del patrimonio), della Cassa Rurale di Lavis che donò un’enciclopedia, dell’Ente Nazionale Biblioteche popolari e scolastiche di Roma che versò 200.000 lire per la vincita in un concorso a cui partecipò la biblioteca. La sede con il tempo si rivelò poco adeguata per accogliere i frequentatori che, per arrivare al secondo piano, dovevano affrontare due lunghe rampe di scala, poco illuminate. In inverno il riscaldamento era garantito da due stufe a kerosene decisamente poco pratiche che spesso lasciavano al freddo e al fumo i visitatori. Nel frattempo si era liberato l’appartamento adiacente alle sale occupate dalla biblioteca e quindi era in previsione la ristrutturazione di tutto il secondo piano per sistemare nuovi uffici comunali. L’amministrazione individuò una nuova sede per la biblioteca nei locali a piano terra dell’edificio comunale, con accesso diretto da via Matteotti, attraverso una grande porta a vetri, chiusa alla sera con serranda avvolgibile. Dopo un periodo di chiusura dovuta al trasloco, l’8 ottobre 1974 venivano aperti al pubblico i nuovi locali, molto più ariosi e accoglienti dei precedenti e di metratura raddoppiata. Consistevano in due sale nelle quali trovarono spazio una sezione ragazzi con nuovo impianto di fonoteca e una sezione adulti. La praticità della nuova ubicazione e l’apertura della fonoteca diedero un forte incremento alle visite: nel 1974 ci furono 10.087 presenze. In quel periodo la biblioteca iniziò anche a collaborare con le associazioni culturali del paese per la realizzazione di attività esterne. Il Circolo Culturale Amici dell’Arte registrò presso la sede della biblioteca un audiovisivo che doveva servire da supporto ad una mostra dal titolo Io e i burattini, realizzata anche con il contributo dei bambini della scuola elementare. Presso la biblioteca prese il via anche l’attività del Cineforum Lavisano e il Gruppo Speleologico iniziò la realizzazione di un audiovisivo. Varie furono le iniziative svolte in quegli anni, ci furono corsi di lingue, presentazioni di libri (Saor de tera di Italo Varner), serate di lettura di poesie dialettali, un corso di animazione per adulti, organizzazione di spettacoli teatrali e musicali. A livello provinciale la rete di biblioteche si era molto ampliata con l’apertura di nuove sedi. La Provincia aveva varato nuove disposizioni legislative, in particolare la L.P. n. 17 del 26 agosto 1977, in seguito alla quale venne steso un nuovo regolamento per la biblioteca (27 articoli). Già nel 1980 l’amministrazione comunale era intenzionata a ristrutturare tutto l’edificio comunale e prospettava il trasloco temporaneo degli uffici, compresa la biblioteca, presso un edificio comunale di via Degasperi, appena sistemato e pronto per ospitare una nuova sede per la scuola elementare. La biblioteca venne quindi collocata al terzo piano del nuovo edificio, nel sottotetto, raggiungibile attraverso tre rampe di scale e un ascensore. Nei piani sottostanti furono ospitati gli uffici comunali. Il 20 gennaio 1981 venne riaperta. Vari furono i problemi di adattamento: pur essendo lo spazio molto ampio, rimaneva per lo più inutilizzato per l’altezza delle pareti circostanti, troppo basse, non adatte ad accogliere gli scaffali per i libri, l’illuminazione era scarsa, in estate il caldo arroventava la sala proprio per la sua posizione nel sottotetto e inoltre il rumore prodotto ai piani sottostanti veniva amplificato verso l’alto. Quando la sede comunale fu nuovamente agibile, gli uffici vennero trasferiti, ma la biblioteca comunale rimase a occupare il terzo piano. La scuola elementare e la scuola musicale occuparono i piani sottostanti. Nel 1981 varie furono le iniziative proposte alla popolazione: gli spettacoli teatrali Passione di fra’ Dolcino e Margherita di Renzo Francescotti con il gruppo Neruda, La bisbetica domata di Shakespeare con la Cooperativa teatro 10, corsi di tedesco, corsi teatrali, la Rassegna musicale lavisana con la Banda, i cori di Lavis e di Pressano, rassegne cinematografiche per la scuola, serate di diapositive, la presentazione del libro di Albino Casetti, Storia di Lavis, con L’Associazione Culturale Lavisana. Nel 1983 la biblioteca aveva un patrimonio di 6.364 libri ed era frequentata da una media di 850 persone al mese, media questa elevata a 870 nel 1984, 940 nel 1985, 1075 nel 1986 con un progressivo aumento nel corso degli anni successivi. E’ lungo l’elenco delle attività culturali programmate negli anni ‘80; a titolo esemplificativo si ricordano un corso di informatica di base, vari corsi di lingue per adulti e ragazzi, iniziative con le scuole per la promozione della lettura (Un libro come gioco, La lettura è un contagio, Poesia e ancora… poesia), spettacoli teatrali (Teleroto di Andrea Castelli, Miles Gloriosus di Plauto), conferenze e mostre varie. Nel 1987 la Provincia emanò una nuova legge, la n.12 Programmazione e sviluppo delle attività culturali nel Trentino, nella quale era prevista una intera sezione relativa alle biblioteche, in cui si dettavano le norme sullo sviluppo, la gestione e le finalità di queste istituzioni. Nell’ottobre del 1989 l’amministrazione comunale assunse per la biblioteca una seconda dipendente. Nel febbraio del 1992, la biblioteca entra nella rete informatica del Catalogo Bibliografico Trentino; questo permise di inserire in rete tutte le informazioni relative al patrimonio della biblioteca, di accedere alle informazioni sui documenti da catalogare e sulla loro collocazione presso le biblioteche. Iniziò pertanto il lungo lavoro di inserimento dei dati relativi ai documenti bibliografici del patrimonio, con conseguente aggiornamento dei cataloghi e delle segnature di tutti i 12.300 libri allora posseduti. Questo lavoro venne svolto dal personale della biblioteca a ritmo serrato, utilizzando i ritagli di tempo, durante l’apertura al pubblico o nelle ore di lavoro interno. Prese anche concreto avvio il prestito interbibliotecario (scambio di libri fra biblioteche) che permette tuttora ai libri di circolare sul territorio provinciale tramite il servizio postale, senza costi per gli utenti. Nel frattempo l’amministrazione comunale aveva acquistato e ristrutturato un edificio nel centro del paese, per ospitare la biblioteca, la scuola musicale, un auditorium e una sala mostre. Alla scuola musicale venne in seguito destinata un’altra sede e tutto lo spazio disponibile al primo e secondo piano dell’edificio venne riservato alla biblioteca. Il 14 settembre 1992 la vecchia sede venne chiusa e il 12 ottobre fu inaugurata la nuova struttura. I nuovi locali molto ampi, ben strutturati, con spazi studiati per lo studio e la consultazione nonché per il lavoro del personale, divennero la sede definitiva della biblioteca. Tutto l’edificio nel suo complesso funziona da polo culturale, con il deposito dell’archivio storico, una sala mostre e un auditorium a piano terra. Le attività culturali proposte negli anni ’90 sono state moltissime: dal concorso letterario Il piacere di raccontare, arrivato alla decima edizione, alle iniziative collegate a W Avisio, alle conferenze a carattere letterario, filosofico e scientifico, alle mostre di funghi, di pittura, bibliografiche ai concerti, corsi, ecc. Nel 1995 furono varate le direttive provinciali per i regolamenti delle biblioteche trentine a seguito della legge n. 12 del 1987. L’amministrazione comunale di Lavis ha approvato il nuovo regolamento della biblioteca con delibera consiliare n. 3 del 4 gennaio 1996. Il nuovo regolamento, attualmente in vigore, è composto da 31 articoli. Nel gennaio 1996 è stata attivata la registrazione dei prestiti al computer e la stampa automatica dei solleciti agli utenti ritardatari nelle restituzioni; nel gennaio 1999 è stata aperta una postazione per la consultazione di internet a disposizione dell’utenza. A piano terra è stato collocato l’archivio storico comunale, i cui documenti sono consultabili previa richiesta, presso la biblioteca. Nel 1999 è stato definitivamente soppiantato il catalogo cartaceo del patrimonio, sostituito da quello informatizzato. Nel 2002 a livello provinciale il vecchio programma Dobis/Libis di gestione delle biblioteche pubbliche venne sostituito da Amicus/Librivision. Nel 2003 lo staff della biblioteca si amplia con l'aggiunta di una collaboratrice. Nel 2005 l’orario della biblioteca venne ampliato con l’apertura del sabato mattina e il giovedì anche in orario serale continuato, fino alle 22. L’assetto del personale, che fino al 2005 prevedeva due persone a tempo pieno, venne modificato con un tempo pieno e due parttime, portando quindi il personale a tre dipendenti. L’orario serale rimase in vigore per due anni, poi, a causa della scarsa frequenza dell’utenza, venne ripristinato quello antecedente mentre venne mantenuta l’apertura del sabato mattina. Nel 2009 viene aperto un punto di lettura a Zambana. Il 27 febbraio i sindaci dei Comuni di Lavis e Zambana, Graziano Pellegrini e Michele Moser, firmano una convenzione per la gestione del servizio che d’ora in poi si chiamerà Sistema bibliotecario intercomunale Lavis – Zambana. L’inaugurazione della nuova sede avviene il 2 maggio 2009, ma l’effettiva apertura al pubblico, due pomeriggi e una mattina in settimana, avverrà il 19 maggio. Come previsto dalla Convenzione, entra come membro effettivo del Consiglio di Biblioteca, un rappresentante di Zambana; questo dopo opportuna modifica del regolamento di biblioteca, portando il numero dei componenti a otto. Il 6 settembre 2009 l’amministrazione comunale intitola la biblioteca di Lavis al prof. Albino Casetti (1916 – 2005), cittadino onorario, storico e archivista, autore tra l’altro della Storia di Lavis.

Mercoledì, 18 Novembre 2015 - Ultima modifica: Martedì, 10 Ottobre 2017

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