Descrizione
Ci sono storie fatte di partenze e di ritorni. È il caso di Margherita Pilati, giovanissima artista nata e cresciuta a Lavis, oggi a Berlino dove frequenta l’università. Giovedì 26 febbraio tornerà nel suo paese natale: alle 20.30, a Palazzo de Maffei, presenterà il suo primo libro, “L’impatto di un’idea”. L’evento si inserisce nella rassegna “Libri all’orizzonte”, organizzata dal Comune di Lavis e dalla biblioteca.
Il libro è una graphic novel pubblicata da People e firmata con lo pseudonimo di Robin Esto. «Ho scelto Robin perché in inglese significa pettirosso, il mio animale preferito», racconta. «Poi ho aggiunto “Esto” semplicemente perché suonava bene. Volevo uno pseudonimo per separare la mia vita artistica da quella personale».
Alcuni suoi lavori precedenti sono in effetti più sperimentali. Ma in questo libro arte e storia personale finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. Il fumetto racconta la nascita e lo sviluppo del Movimento Nonviolento attraverso alcune delle sue figure principali – tra cui Aldo Capitini, Pietro Pinna e Alexander Langer – alle prese con le contraddizioni del Novecento. «Tutto nasce dall’ambiente familiare», conferma Pilati. «Sono cresciuta a Lavis tra concetti come nonviolenza, pacifismo, attivismo e attenzione ai diritti umani».
Valori di grande attualità, e forse ancora più urgenti nel mondo complesso e incerto di oggi.
La storia
Il percorso artistico di Pilati, 20 anni, nasce in effetti proprio a Lavis, dove è cresciuta e ha frequentato le scuole elementari e medie, per poi diplomarsi al liceo artistico Vittoria di Trento. Ha iniziato a disegnare fin da piccola, mentre la passione per il fumetto si è definita soprattutto negli anni della formazione.
Dopo il diploma ha proseguito gli studi con esperienze internazionali, tra cui un periodo alla Drawing Academy di Viborg, in Danimarca. In seguito si è trasferita a Berlino, dove frequenta il corso di Arte e Design con specializzazione in Illustrazione alla University of Europe for Applied Sciences.
Il confronto con una realtà artistica internazionale ha ampliato il suo sguardo creativo. «Berlino è piena di stimoli, con persone che arrivano da tutto il mondo. Ti costringe ad allargare la prospettiva».
Il ritorno a Lavis per presentare il suo libro assume così un forte valore simbolico: «Sapere che qualcosa che ho creato da zero posso presentarlo dove sono nata e cresciuta è come chiudere un cerchio», racconta. «Vuol dire molto poter parlare del mio lavoro proprio lì dove tutto è cominciato».
Il senso dell’arte
Dopo alcune presentazioni in scuole, librerie e convegni tra Trentino e resto d’Italia, e dopo una mostra allo studio Andromeda di Trento (dove fino a venerdì 27 saranno esposte alcune tavole del libro), quella di Lavis rappresenta dunque una tappa dal forte valore emotivo. Ma è anche solo un passaggio di un percorso più ampio.
All’orizzonte c’è la laurea e il progetto di proseguire l’esperienza artistica a Berlino, all’interno di un collettivo artistico, mantenendo al tempo stesso un legame con l’Italia e con il Movimento Nonviolento, con cui vorrebbe continuare a collaborare.
«Non è facile emergere nel mondo dell’arte e l’editoria non è un mondo accogliente», ammette. «Ma proprio per questo è importante continuare a lavorare e creare. Penso che oggi l’arte e la creatività servano, forse più che mai».
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026, 10:06