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Da Lavis a Reggio Emilia nel ricordo di Amos Clementi

Una delegazione lavisana ha incontrato nei giorni scorsi l’associazione L’Indaco, da cui sono partite le ricerche che hanno permesso di riportare alla luce la vicenda del lavisano internato alla fine dell’Ottocento nell’ospedale psichiatrico San Lazzaro

Data :

16 settembre 2026

Categorie:
Cultura
Argomenti:
Associazioni
Da Lavis a Reggio Emilia nel ricordo di Amos Clementi
Municipium

Descrizione

Nei giorni scorsi una delegazione di Lavis ha fatto visita a Reggio Emilia per un momento di incontro e di condivisione dedicato alla memoria di Amos Clementi, lavisano la cui vicenda personale è tornata alla luce negli ultimi anni grazie a un lungo lavoro di ricerca.

Della delegazione facevano parte l’assessora alla cultura Caterina Pasolli, rappresentanti della biblioteca comunale, del Circolo pensionati La Madonina, dell’Associazione Culturale Lavisana, dell’associazione Econtrovertia e del coro Lambi Canti. Ad accoglierli sono stati i rappresentanti dell’associazione L’Indaco di Reggio Emilia, realtà con la quale nel tempo si è costruito un legame proprio a partire dalla riscoperta della storia di Clementi.

Nato a Lavis nel 1851, Amos Clementi visse con la famiglia e lavorò nel commercio a Mezzolombardo. Dopo un primo ricovero a Pergine venne trasferito all’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, dove entrò il 28 aprile 1890 e dove morì quattro anni più tardi, il 2 agosto 1894.

A far riemergere la sua storia dall’oblio è stata soprattutto la musica. Clementi continuò infatti a comporre durante gli anni trascorsi al San Lazzaro e alcuni suoi spartiti sono rimasti conservati insieme alla documentazione clinica. Proprio l’interesse dei musicisti dell’associazione L’Indaco per quelle composizioni ha avviato un percorso di ricerca che ha riportato a Lavis lettere, documenti e testimonianze legate alla sua vita.

Da quel lavoro è nato anche “Taccuino di un folle”, il romanzo scritto da Paolo Cova e pubblicato da Corsiero Editore, che ricostruisce la vicenda umana di Clementi a partire dalla documentazione emersa dagli archivi.

La visita a Reggio Emilia ha rappresentato così una nuova tappa di un percorso che negli ultimi anni ha unito le due comunità, permettendo di restituire voce e memoria a una vicenda rimasta per oltre un secolo nascosta negli archivi.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026, 08:56

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