Descrizione
Sarà inaugurato sabato 4 luglio, in occasione della commemorazione di Sant’Udalrico, patrono di Lavis, l’“Òrt de la Césa”, il giardino accanto alla chiesa recentemente sistemato dal Comune. L’apertura ufficiale è prevista al termine della celebrazione delle 18, indicativamente verso le 19.
Il nome in dialetto è stato individuato attraverso un passaggio in Commissione toponomastica e richiama il legame profondo di questo spazio con la chiesa e con la storia del centro storico. L’obiettivo è restituire alla comunità un luogo raccolto e silenzioso, finora non accessibile: non un parco giochi, ma uno spazio di quiete, lettura, incontro e contemplazione nel cuore di Lavis, in piazza Battisti.
Dopo l’inaugurazione, il giardino rimarrà aperto tutti i giorni, con chiusura notturna. A renderlo possibile sarà anche la disponibilità di un volontario residente nelle vicinanze, che si è offerto di occuparsi della chiusura serale, per garantire un utilizzo rispettoso dello spazio e della tranquillità dei residenti.
Il nuovo giardino
L’area è stata sistemata in seguito a un contratto di comodato gratuito stipulato con la parrocchia. Il progetto era stato avviato già alcuni anni fa, ma era stato temporaneamente sospeso per la possibile presenza di un cantiere privato nelle vicinanze. Venuta meno questa ipotesi, il Comune ha scelto di procedere con la riqualificazione.
«Abbiamo voluto creare un piccolo giardino di quiete nel centro storico – spiega l’assessore al verde Franco Castellan –. Sarà uno spazio accessibile a tutti, anche alle persone con disabilità grazie alla rampa che conduce alla chiesa, pensato per la lettura, il riposo, attività tranquille e momenti di socialità. Non ci saranno giochi per bambini: l’idea è quella di un giardino più contemplativo, un angolo di pace accanto alla chiesa».
La sistemazione richiama anche la storia del luogo. L’area, nei secoli passati, fu utilizzata come cimitero, come ricorda anche il teschio scolpito su una pietra accanto al cancello d’ingresso. Successivamente fu trasformata in orto e coltivata da privati attraverso accordi con la parrocchia, fino a rimanere inutilizzata.
Il nuovo assetto del giardino prevede una struttura ordinata e simmetrica, con una fontana centrale in pietra pensata come abbeveratoio per gli uccelli, e diverse essenze verdi e fiorite. Sono state privilegiate piante da ombra e varietà che richiamano i giardini di un tempo: ortensie, hosta, bergenie, peonie, settembrini, lavanda, piante aromatiche, rose, phlox e altre piante tradizionali. Sono stati inoltre recuperati alcuni tassi colonnari provenienti da precedenti lavori al Giardino dei Ciucioi.
«Abbiamo cercato di rispettare l’identità storica del luogo – aggiunge Castellan – scegliendo piante che richiamano i giardini di una volta e valorizzando uno spazio rimasto a lungo incolto. L’auspicio è che l’“Ort dela Cesa” diventi un luogo vissuto con cura: per una sosta, una lettura, una piccola attività tranquilla, anche da parte di associazioni o gruppi di anziani».
La cittadinanza, conclude l’assessore, è invitata a partecipare all’apertura di sabato e a scoprire questo nuovo spazio pubblico nel cuore di Lavis.

La storia dell’antico cimitero
Il nuovo giardino nasce in un luogo particolarmente significativo per la storia di Lavis. L’area accanto alla chiesa di Sant’Udalrico fu infatti, tra il Seicento e la fine del Settecento, il primo cimitero del paese, collocato attorno alla chiesa secondo l’antica consuetudine del sagrato come terra consacrata.
Con il passare del tempo, anche a causa della crescita della popolazione, quello spazio divenne però sempre più insufficiente e problematico dal punto di vista igienico: si trovava nel cuore dell’abitato e vicino alla roggia, utilizzata allora anche per attingere acqua.
Il passaggio decisivo avvenne alla fine del Settecento, in un periodo segnato anche dall’arrivo delle truppe francesi durante la Campagna d’Italia di Napoleone: il 5 settembre 1796, a Lavis, i soldati guidati dal generale Vaubois sconfissero le truppe austriache schierate lungo l’Avisio, aprendo la strada all’occupazione di Trento. L’arrivo delle truppe francesi coincideva spesso con l’imposizione di allontanare il cimitero dalla zona della chiesa. L’anno successivo, nel 1797, una grave epidemia rese non più rinviabile il trasferimento del cimitero in un’area più ampia e adatta, quella attuale, ai tempi nella lontana periferia del paese.
Da allora il terreno accanto alla chiesa fu progressivamente trasformato in orto a servizio della parrocchia e del sagrestano; nel Novecento ospitò anche una serra per la coltivazione dei fiori destinati alla chiesa, prima di conoscere un lungo periodo di abbandono.
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Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2026, 09:48