Descrizione
Cambia strategia il Comune di Lavis per contrastare la processionaria del pino, insetto che può rappresentare un rischio nelle aree verdi pubbliche, soprattutto in presenza di bambini e animali. Dopo stagioni in cui l’intervento principale è stato l’asportazione manuale dei nidi, l’amministrazione ha deciso di avviare una sperimentazione basata sull’endoterapia, una tecnica che protegge la pianta dall’interno e che promette effetti più duraturi.
La processionaria è un lepidottero defogliatore che colpisce in particolare le conifere. Oltre ai danni alle chiome, il problema più rilevante riguarda la salute: le larve mature sono dotate di peli urticanti che possono provocare irritazioni cutanee, oculari e alle vie respiratorie, fino a reazioni allergiche anche importanti. Nei cani, in caso di contatto o inalazione, si possono verificare conseguenze serie.
È proprio per questo che, pur essendo stata abrogata dal 2022 la lotta obbligatoria a livello nazionale, i Comuni mantengono la possibilità di intervenire come autorità sanitaria locale in presenza di situazioni di rischio.
L’endoterapia
Fino allo scorso inverno a Lavis si è proceduto prevalentemente con la rimozione e distruzione dei nidi presenti sulle conifere delle aree pubbliche. Un’attività complessa e costosa, che richiede personale specializzato e l’utilizzo di piattaforme di sollevamento per raggiungere le parti più alte delle chiome. Nonostante l’impegno, qualche nido rimaneva inevitabilmente inaccessibile o poco visibile, con il rischio che parte delle larve riuscisse comunque a completare il proprio ciclo, scendendo poi al suolo in “processione” tra febbraio e primavera.
Da qui la scelta di sperimentare un metodo diverso. L’endoterapia consiste nell’iniezione nel tronco, da parte di operatori abilitati, di una soluzione insetticida specifica a base di abamectina. Il principio attivo viene assorbito e trasportato dal flusso linfatico della pianta, distribuendosi in modo omogeneo nella chioma. In questo modo le larve che si nutrono degli aghi ingeriscono la sostanza e non riescono a completare lo sviluppo. La protezione può permanere per più anni, riducendo la necessità di interventi ripetuti e limitando anche la presenza di altri insetti nocivi.
Gli interventi
Nel dettaglio, sul territorio comunale sono stati trattati 31 alberi di conifera: al Parco urbano don Paride Chiocchetti, lungo la passeggiata Andreas Hofer sulla sponda dell’Avisio, nel Giardino di Nave San Felice e nelle aiuole di Maso Callianer e via dei Colli. Il Comune avverte che i nidi possono rimanere visibili sulle piante trattate, ma le larve che li hanno costruiti non completeranno il ciclo vitale grazie all’effetto del prodotto assorbito dagli aghi. Una precisazione che punta a prevenire allarmismi, considerato che la presenza dei nidi non equivale automaticamente a un rischio attivo.
Sul Dos Paion, invece, si interverrà con una modalità diversa: arboricoltori professionisti opereranno con la tecnica del tree climbing per salire direttamente sulle conifere e asportare i nidi presenti. Una scelta mirata per alcune situazioni specifiche.
L’amministrazione invita infine i cittadini a segnalare agli uffici comunali eventuali casi di infestazione, sia in aree pubbliche sia private, così da poter valutare e consigliare gli interventi più adeguati e contenere la diffusione del parassita, riducendo i rischi per persone e animali.
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Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2026, 12:51