Descrizione
Scadrà a fine luglio la convenzione con l’ente gestore che oggi si occupa del servizio del nido d’infanzia a Lavis. Mercoledì sera, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità per un nuovo bando, che esternalizzerà la gestione del nido per sette anni, dal primo settembre 2026 al 31 agosto del 2033. I criteri saranno poi definiti in una successiva delibera della giunta comunale, ma in aula è già stato specificato che il criterio prioritario, nella valutazione delle proposte, sarà la qualità del progetto educativo.
A Lavis il servizio pubblico del nido d’infanzia è garantito dal 1994. Permette oggi di offrire 112 posti e soddisfare il 94 per cento delle richieste, una delle percentuali più alte del Trentino. È il frutto di una lunga storia, che ha ormai superato i trent’anni, ma anche dai continui investimenti. Oggi i nidi comunali sono tre: “Il Trenino dei Bambini” e “Piccoli passi” in via Paganella e “Bolle di sapone” a Pressano.
Un presidio educativo
«Questo servizio non riguarda solo un luogo dove i bambini trascorrono parte della giornata, ma un presidio educativo, sociale e comunitario di grande valore», ha spiegato l’assessora all’infanzia Caterina Pasolli. «Il nido d’infanzia è, prima di tutto, un servizio pubblico a forte valenza educativa. È il primo spazio collettivo che il bambino incontra fuori dal contesto familiare, e svolge un ruolo essenziale nella costruzione dell’identità, dell’autonomia, della socialità e delle prime esperienze di apprendimento».
«Ma il nido è anche uno strumento concreto di politica sociale, perché sostiene le famiglie, facilita la conciliazione tra vita lavorativa e familiare e consente a entrambi i genitori, e in particolare alle madri, di partecipare pienamente alla vita lavorativa e sociale. In questi anni, il Comune di Lavis ha investito con costanza su questo servizio, con l’obiettivo di offrire un’educazione di qualità già nei primissimi anni di vita».
Il progetto educativo
Il servizio è attualmente gestito dalla cooperativa Città Futura. «In questi anni, la cooperativa ha portato avanti una gestione seria e competente, in linea con gli obiettivi educativi del Comune e con le linee pedagogiche provinciali 0-3 anni», ha aggiunto Pasolli.
«Il progetto educativo che guida l’attività dei nostri nidi si basa su alcuni princìpi chiave: la centralità del bambino come individuo competente, curioso e capace di costruire la propria conoscenza attraverso l’esperienza; l’importanza della relazione come strumento educativo, non solo tra educatori e bambini, ma anche tra bambini e tra famiglie e servizio; la cura del quotidiano, inteso come spazio educativo: il momento del pasto, del gioco, del riposo, del saluto, tutti momenti che diventano occasioni di crescita e apprendimento; e infine, la collaborazione con le famiglie, che non sono utenti ma parte attiva del percorso educativo».
«Questo approccio ha garantito, negli anni, un elevato livello di qualità pedagogica, riconosciuto dalle famiglie e confermato dalle verifiche del Comune», ha spiegato Pasolli. «Abbiamo un servizio stabile, con personale qualificato, un progetto educativo coerente e ambienti pensati per stimolare autonomia, movimento e creatività. Ora ci avviciniamo alla scadenza dell’attuale contratto e dobbiamo guardare avanti, garantendo la continuità del servizio e mantenendo l’impegno per la qualità».
Il nuovo capitolato, ha spiegato l’assessora, ribadirà con forza alcuni princìpi che sono ritenuti come fondamentali: «la presenza di personale educativo qualificato e in formazione continua; la garanzia di continuità nel rapporto educativo, elemento essenziale nei primi anni di vita; l’attenzione all’inclusione e alla personalizzazione dei percorsi; la cura degli ambienti e del benessere dei bambini e il rafforzamento del rapporto di collaborazione con le famiglie e della funzione del nido come comunità educante».
Sette anni
La decisione di affidare la gestione del servizio per sette anni non è obbligatoria per legge, ma è una scelta precisa di garantire una continuità al progetto educativo. Il Comune manterrà la titolarità del servizio e continuerà a esercitare un ruolo di indirizzo, controllo e monitoraggio su tutti gli aspetti educativi e gestionali, a tutela della qualità e della coerenza con le linee provinciali.
«In conclusione, questa delibera è molto più di un atto amministrativo: è un impegno politico e culturale verso la nostra comunità», ha concluso Pasolli. «Significa credere che l’educazione nei primi anni di vita sia un investimento sul futuro, sulla coesione sociale e sulla parità di opportunità. Con questa decisione assicuriamo che il nido d’infanzia di Lavis continui a essere un luogo di qualità, inclusivo, accessibile e radicato nella comunità, dove ogni bambino possa essere accompagnato, ascoltato e valorizzato».
Il sindaco, Luca Paolazzi, ha ribadito l’importanza degli investimenti nel servizio, che rappresenta un vanto per Lavis. «Anche quest’anno abbiamo mantenuto le tariffe invariate per le famiglie, a fronte di un servizio che oggi soddisfa gran parte delle richieste».
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Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2026, 08:12